Il primo giorno di ferie, il weekend dopo una settimana pesante. Perchè succede? E' il tuo sistema immunitario che ha perso il ritmo.
Attraversi settimane complicate e resisti. Poi arriva il momento in cui rallenti, e ti ammali. La spiegazione classica «le difese si abbassano quando sei stanco» è incompleta.
Il sistema immunitario segue un ritmo di ventiquattr’ore, sincronizzato dal cortisolo: di giorno tiene le cellule immunitarie in circolo, di notte le sposta nei tessuti per la loro manutenzione. Lo stress cronico appiattisce la curva del cortisolo, e il segnale orario si confonde. Il risultato è una disorganizzazione del sistema immunitario, sempre presente e attivo, però fuori sincrono. Per questo un virus che saresti normalmente in grado di controllare senza accorgertene riesce a insediarsi nel tuo corpo.
Perché proprio quando ti fermi dai ritmi lavorativi?
Durante la tensione protratta nel tempo, il cortisolo alto tiene a bada l’infiammazione e ne maschera i sintomi. Quando lo stress si interrompe e i livelli di cortisolo scendono, la risposta infiammatoria, contenuta fino a quel momento, si manifesta tutta insieme. I sintomi che emergono durante i primi giorni di vacanza sono stati mascherati per settimane, ora emergono e ti ammali.
Cosa c’entra la lattoferrina?
È una proteina che il tuo corpo già produce: si trova nel latte materno, nelle lacrime, nella saliva, e in quantità importanti all’interno dei neutrofili, le cellule immunitarie che arrivano per prime a difenderti quando c’è un’infezione. Non a caso i neutrofili sono anche le cellule che seguono in modo più marcato il ritmo delle ventiquattr’ore.
Quando intervengono in un tessuto, rilasciano la lattoferrina immagazzinata, che agisce su più fronti contemporaneamente:
- Sottrae il ferro a batteri e funghi. Per moltiplicarsi hanno bisogno di ferro libero. La lattoferrina lo lega e lo rende indisponibile: toglie il carburante invece di attaccare direttamente. Lo stesso meccanismo ostacola anche la formazione del biofilm, la struttura con cui i batteri si aggregano sulle mucose.
- Ostacola l’ingresso dei virus. Qui agisce in un altro modo, indipendente dal ferro:
1. si lega ai punti di aggancio, utilizzati dal virus, situati sulla superficie delle nostre cellule, occupandoli prima che il virus possa attaccarsi;
2. e in alcuni casi, si lega a componenti del virus stesso, impedendo al virus di legarsi a specifici recettori e bloccandone quindi l’entrata nelle nostre cellule. Interviene nella primissima fase dell’infezione. - Possiede azione battericida. La lattoferrina aumenta la permeabilità delle membrane cellulari batteriche, producendo un effetto battericida diretto.
- Modera l’infiammazione e protegge l’intestino. Riduce le molecole infiammatorie in eccesso ed è coinvolta nel rinforzo delle giunzioni tra le cellule intestinali, dove risiede una parte consistente del sistema immunitario.
Il punto che rende la Lattoferrina “diversa”
Non spinge il sistema immunitario a lavorare di più, come farebbe uno stimolante. Fa qualcosa di più utile quando il problema è la disorganizzazione del sistema immunitario: sostiene i meccanismi che il corpo sta già utilizzando, senza forzarli. In un periodo di stress, in cui il sistema è disorganizzato più che indebolito, è una differenza che conta.
Lattoferrina da assumere al mattino o alla sera?
È la domanda che riceviamo più spesso. Il ragionamento cronobiologico suggerirebbe la sera, quando i neutrofili si preparano a spostarsi nei tessuti. Ma non esistono studi che abbiano confrontato direttamente assunzione serale e mattutina: è un razionale coerente, non una raccomandazione per ora dimostrata. Quello che invece è documentato: assumerla lontano dai pasti, perché il cibo riduce la quota che arriva integra all’intestino. Assumerla con continuità, in cicli di alcune settimane e in un orario regolare. Meglio un’assunzione costante al mattino che una serale dimenticata tre volte a settimana.-
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Domande frequenti
In quanto tempo si notano gli effetti della Lattoferrina?
Non agisce nell’immediato: il supporto si costruisce su cicli di quattro-otto settimane. E ha più senso iniziare prima di un periodo prevedibilmente impegnativo.
Sto per partire: quando dovrei iniziare?
Idealmente due o tre settimane prima, non il giorno della partenza: è il tempo che serve perché l’assunzione continuativa costruisca il suo effetto, e coincide con il periodo in cui di solito si accumula più stanchezza, le settimane di corsa per chiudere tutto prima di andare via, che sono poi quelle che ti mandano fuori ritmo. Se il viaggio prevede un cambio di fuso o climi molto diversi, sarebbe consigliabile mantenerla anche durante la vacanza, tenendo l’orario del luogo in cui ti trovi.
A cura del Servizio Scientifico Pharmaguida
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista. Per la valutazione dei sintomi della menopausa e per qualsiasi decisione sulla terapia ormonale è necessario rivolgersi al proprio ginecologo o medico curante.












